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Chirurghi svedesi effettuano un trapianto dell'utero

14.01.2014
Chirurghi svedesi effettuano un trapianto dell'utero

Chirurghi svedesi hanno eseguito nove operazioni di trapianto utero donato. Gli organi sono stati donati alle pazienti dalle loro parenti. Tutte le donne recipienti sono superiori a 30 anni ed hanno ovari ben funzionanti. La maggior parte di loro hanno il sindrome di Rokitansky, ossia un patologia rare dell’utero e della vagina che occorre in 1 di 4.500 donne.

I chirurghi specificano che non hanno connesso l’utero con i tubi Falloppio. Di conseguenza, le pazienti non sono in grado di concepire un figlio in modo naturale, ma sono in grado di portare la gravidanza raggiunta mediante fecondazione extracorporea. Prima di trapiantare gli organi i medici hanno fatto un prelievo di ovuli delle pazienti, li hanno fecondati in provetta ed hanno crioconservato gli embrioni creati tramite la tecnica di vitrificazione.

La maggior parte delle pazienti hanno iniziato ad avere cicli mestruali tra un mese e mezza dopo l’operazione, il che significa che gli uteri trapianti funzionano bene.

Le operazioni sono esperimenti eseguiti nei limiti di un progetto al quale i medici hanno lavorato per 15 anni. Il capo del progetto, professore Mats Brennstrem, che coordina le ricerche dei medici dall’Università di Gotenburgo dichiara che questo tipo di operazione è un’innovazione nell’ambito di trapianti e non ci sono delle teorie o ricerche pubblicate che possono aiutare ad altri chirurghi di effettuare tali operazioni. Però i chirurghi pubblicano presto le loro ricerche dettagliate in una rivista medica.

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