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Bimbo nato con l’utero in affito tolto ai genitori dal giudice italiano

20.11.2013

CREMONA – una storia terribile. Un bambino di un anno e mezzo è stato tolto dai genitori dal giudice italiano.

Come si sa, la maternità surrogata è vietata in Italia. Ma ci sono tante coppie italiane che vogliono diventare genitori, ma non sono in grado di esserlo a causa dei problemi con la salute. Che opzione hanno loro? Ususfruire dell’utero in affito? Sì, ma dove se in Italia è proibita questa pratica? Vanno in altri paesi come Ucraina dove il codice di diritto la permetta. Tutto legale e c’è una certa speranza di diventare genitori...

La speranza di una coppia italiana cremasca è stata realizzata da BioTexCom – centro di medicina riproduttiva con la sede a Kiev. Vale notare che lo stesso BioTex ha realizzato la speranza di un’altra coppia italiana alcuni anni fa. La stessa agenzia, gravidanza raggiunta, gemelli uno dei quali non ce l’ha fatto e la mamma sostituita che estorceva denaro dai genitori biologici. Però la storia della coppia cremosca è andata senza tale “complicanze” in Ukraina. Ma...tornati in Italia i genitori biologici ne hanno avuto molte.

La legge ucraina permette di iscrivere un bambino nato dalla madre surrogata come il figlio dei genitori biologici. La coppia ha pagato 30 mila euro a BioTexCom, ha fatto tre viaggi a Kiev e fornito il materiale biologico. L’impianto ha attecchito. La madre surrogata aspetta due gemelli, però nel parto solo uno dei due viene al mondo, l’altro non ce la fa. Dopo la nascita del bimbo alla coppia viene rilasciato il certificato di maternità e paternità. Tutto sembra a posto. I problemi si presentano solo in Italia.

Ricengo, un comune italiano di 1.767 abitanti della provincia di Cremona in Lombardia, non è una grande città. Dunque tutti sono conosciuti e parenti. C’è sempre qualcuno che ti augura tutto il bene. Ad esempio una vicina amichevole o un ufficiale vigile che si sono molto preoccupati della tua situazione: sei diventata madre? auguri! ma come mai? non ti abbiamo visto in giro col pancione...

La denuncia fatta dallo stesso ufficiale arriva al Tribunale dei minori. La coppia da Crema è stata convocata al Tribunale di Brescia per l’alterazione dello stato civile e la falsificazione dei documenti, siccome il certificato di nascita ucraino non è riconosciuto in Italia. Inoltre, il test DNA non conferma che il padre è in realtà il padre biologico del bambino. Il piccolino viene tolto da suoi genitori e affidato ad una struttura pubblica. A che fine va la storia non ne sa nessuno. Però la prossima seduta del Tribunale è stata fissata al 14 di gennaio. C’è qualsiasi possibilità di riunire la famiglia? Perchè tolgono il bambino dalla famiglia per bene? Il piccolo sarà felice senza suoi genitori in una struttura provvisoria?

Invece noi possiamo tirare un sospiro di sollievo. La pratica russa di maternità surrogata non ha mai visto casi del genere. Nonostante che in Russia il costo del programma di utero in affito sia più elevato rispetto a quello in Ucraina, siamo in grado di dare una solida garanzia ai genitori aspiranti: l’assistenza legale viene prestata dai migliori legali specializzati nell’ambito di maternità surrogata. I nostri specialisti sono in grado di risolvere tuttte le difficoltà che i genitori biologici possono avere con il Consolato Italiano in Russia o con l’Anagrafe in Italia.

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